Due anni sono trascorsi dalla prima proposta della "Città in giardino" in cui il rinascimento del giardino ha mostrato il suo volto classico nell'eleganza e nel rigore delle siepi di bosso e di cipresso. Dopo il mistero dei labirinti di piazza Duomo sono apparse le giocose aiuole del fantastico mondo della fiaba: Peter Pan, Biancaneve, il principe ranocchio, l'usignolo e il pavone, Alice, hanno fatto il verso ad una città stupita ma ancora desiderosa di farsi incuriosire.
Ed ecco nuovamente i giardinieri in piazza e sulle strade, pronti a creare nuove suggestioni, pronti alla felice provocazione di un sogno ammaliatore.
L'affascinante e seducente mondo dell'arte pittorica quale musa ispiratrice della mano creativa di questo giardino del centro storico di Trento.
Realismo, impressionismo, cubismo, futurismo, Jugendstil, minimalismo, nonché arte classica e rinascimento, sono interpretati con i fiori per ricostruirne i momenti e le suggestioni caratterizzanti.
Forse un pò di nostalgia per quei giardini che la storia ci ha regalato, così ricchi di sensazioni e pervasi d'arte, rimane il richiamo per questo tema che sfida i giardinieri nelle loro capacità.
Esempio da ricordare il brasiliano Roberto Burle Marx, pittore, musicista, scultore, ma soprattutto abile e capace paesaggista giardiniere (di rilevanza mondiale le sue realizzazioni con Lucio Costa, Le Corbusier, Oscar Niemeyer) ha interpretato i propri giardini come quadri raggiungendo le massime vette della capacità progettuale in chiave cromatica e pittorica. Forse lo spirito di questo eccelso artista, scomparso da pochi anni, aleggia sulle giardinerie comunali e gli enti che hanno voluto dare la propria adesione per un ritocco effimero ma discreto e gentile a questa nostra vecchia Trento.

Alberto Pattini
Delegato allo Sviluppo e Valorizzazione
del Centro Storico di Trento