Trento ha vissuto le quattro edizioni de “La città in giardino” divisa tra stupore, passione e un po’ di diffidenza.
Quest’anno, forse, sarà sorpresa da una natura più semplice, ma non per questo meno accattivante e provocatoria, perché vista sì sotto le sue sfaccettature meno appariscenti, ma sicuramente più frequenti e vere. Il colore si accompagnerà al profumo dei fiori, all’odore delle erbe aromatiche, al rumore delle fronde mosse dal vento, alla freschezza vellutata delle foglie e di tappeti verdi, al sapore di alcune piante.
Tutto questo per apprezzare quello che è meno evidente nelle piante: la natura nel suo rincorrersi di suggestioni e di momenti quasi magici.
Il giardino riscopre i cinque sensi. Aiole da vedere, quindi, ma anche da sentire, da usare.
Un occhio particolare sarà dedicato ai bambini, alla loro immediatezza di avvicinare le cose, di farsele proprie e di costruirci attorno un mondo di gioco.
La natura vista come fantastica avventura che ripercorre l’essenzialità vissuta dai primi uomini o, anche, riscoperta da Robinson Crusoe nell’isola del suo naufragio. Un parco Robinson, o parco d’avventura, verrà realizzato in piazza Duomo, quasi una metafora del naufragio dei bambini, in un mondo urbano sempre meno riconoscibile e sempre meno a loro dimensione e misura: l’isola della salvezza in una piazza Duomo emblema della città. Una città sempre più presa dalla sua frenesia produttiva, della sua corsa convulsa e dai traguardi incerti.

Questa città fatta per i grandi e così improntata al razionale ed al materiale riuscirà a piegarsi alle sensazioni semplici, alla delicatezza di un tappeto di piccole piante, al fruscio del vento, ai profumi più delicati oltre che al colore delle fioriture?


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