IL BENVENUTO DEL SINDACO
ALBERTO PACHER

 

La manifestazione “La città in giardino”, giunta alla sua quarta edizione, è arricchita anche quest’anno da un evento artistico di notevole pregio. La personale di Bartolomeo Bezzi, che potete visitare nelle sale cinquecentesche di palazzo Geremia, rappresenta il tentativo di ripetere il successo dello scorso anno quando a impreziosire gli eventi dell’esposizione floreale fu la mostra di un altro illustre artista trentino, Eugenio Prati.

La particolarità di questo allestimento sta ovviamente nella personalità e nella produzione artistica dell’autore solandro. Un pittore che dopo le vicissitudini non certo felici dell’infanzia ha saputo interpretare il mestiere dell’artista come mezzo di espressione delle proprie emozioni, ma anche come strumento per aprirsi al confronto fecondo con le grandi correnti della cultura europea del XIX secolo. In questo senso va a mio avviso sottolineato il ruolo di organizzatore culturale di Bezzi che lo ha portato ad essere uno dei fondatori dell’Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, ossia della famosa “Biennale”.

Tuttavia non sono solo queste considerazioni che rendono la poliedrica seppur gelosamente intimistica vocazione di Bezzi degna di una nuova ribalta. Alla passione artistica si sovrappone una sincera passione civile. Alla fine del secolo XIX Bezzi, tornato a Trento, viene conquistato dalle idee irredentiste di Cesare Battisti con il quale stringe una salda amicizia. Questo suo impegno nel corso di quegli anni contribuisce a fare della sua vicenda personale un esempio limpido per noi contemporanei, perché ci testimonia la possibilità di vivere pienamente in un contesto internazionale stimolante e arricchente, senza perdere di vista il destino della propria terra. Anche di questo la città deve rendergli merito.

L’occasione mi induce a rivolgere un ringraziamento non formale al Consigliere delegato allo Sviluppo del Centro storico e curatore della mostra Alberto Pattini per la solerzia e la passione con le quali ha costruito questo evento. Assieme a lui mi preme esprimere la riconoscenza mia personale, nonché quella di tutta l’Amministrazione, ai collaboratori e a tutti i dipendenti del Comune che hanno materialmente reso possibile l’allestimento. Grazie ad un impegno non scontato e ad una professionalità sempre più unanimemente riconosciuta è stato possibile recuperare per la coscienza collettiva della città un tassello, importante del patrimonio culturale e civile di Trento.

Sono certo che i visitatori e i lettori di questo catalogo sapranno cogliere nelle tele di Bezzi l’intimo desiderio di interpretare il paesaggio come luogo dove ricomporre le fratture dell’anima. In tempi così frenetici e convulsi come i nostri, fermarci a riflettere di fronte ad uno di questi dipinti può essere un’occasione irripetibile per ritemprare lo spirito nell’autenticità delle emozioni più profonde.


Alberto Pacher

Sindaco di Trento